jueves, septiembre 16, 2010

Juan Rodolfo Wilcock / De "Luoghi comuni"




Lugares comunes

3.

Tal vez el alma es divina, pero no es indispensable,
como el cuerpo, en el que mora y que es su ocasión.
Desde la primera infancia ese cuerpo es la prisión
del alma que fermenta como una masa maleable,
para finalmente endurecerse en las formas más raras,
desde pájaro melodioso hasta las peores iguanas;
pero siempre incomodísima pues no logra escapar
de un cuerpo inadecuado y siempre menos fuerte,
que provoca desordenes difíciles de curar,
las complicadas neurosis que aceleran la muerte.


8.

La idea que nos hacemos del espacio no es distinta
de la idea que se hace la mayor parte de la gente,
pero es mental puramente y se extingue con la mente,
por ejemplo bajo la acción de excitaciones violentas.
El hombre sabe moverse solo, orientarse topográficamente,
y encontrarse con sus semejantes en lugares determinados,
usando la razón y los sentidos combinados;
así traza laberintos sobre la faz de la tierra
y superpone sus pasos a los de sus antepasados
que como él buscaban hembras, alimento y a veces guerra.


10.

Treinta siglos después del viaje de Odiseo,
los turistas recorren las grutas del Circeo,
sin encontrar trazas de la hechicera histérica
ni un resto asignable a la era prehomérica.
Y no sirve explicar que la isla no es tal,
sino un monte del Lacio en la costa occidental,
y que en suma buscar la huella del hada
es un modo como otro de pasar la jornada,
porque el tiempo como un glaciar arrastra sin piedad
los lugares y los transfiere a otra localidad.


Juan Rodolfo Wilcock (Buenos Aires, 1919-Lubriano di Bagnoregio, Viterbo, 1978), "Luoghi comuni", Poesie, Adelphi Edizioni, Milán, 1993
Versiones: Jorge Aulicino


Luoghi comuni
3.
Forse l'anima è divina, ma non è indispensabile / quanto il corpo in cui dimora e ch'è la sua cagione. / Dalla prima infanzia in poi questo corpo è la prigione / dell'anima che fermenta como una massa malleabile / per finalmente impietrirsi nelle forme più strane, / dall'ucello melodico fino alle peggiori iguane; / me sempre scomodissima perchè non riesce a uscire / da un corpo inadeguato e sempre meno forte, / il che provoca disordini difficili da guarire, / le complicate nevrosi che accelerano la morte.
8.
L'idea che ci facciamo dello spazio non differisce / dall'idea che se ne fa la maggioranza della gente, / ma è puramente mentale e con la mente sparisce / per esempio sotto l'azione delle eccitazioni violente. / L'uomo sa muoversi da solo, orientarsi topograficamente, / e trovarsi con i suoi simili in luoghi determinati, / adoperando la ragione e i sensi combinati; / così traccia labirinti sulla faccia della terra / e sovrapopone i suoi passi a quelli dei suoi antenati / che come lui cercavano femmine, cibo y talvolta guerra.
10.
Trenta secoli dopo il viaggio di Odisseo / i turisti percorrono le grotte del Circeo / senza trovarvi traccia della fattucchiera isterica / né un relitto assegnabile all'età preomerica. / E non serve spiegare che l'isola non è tale / bensì un monte isolato sulla costa laziale, / e che tutto sommato cercare l'orma della fata / è un modo come un altro di passare la giornata, / poiché il tempo come un ghiacciaio trascina senza pietà / i luoghi e li trasferisce in altre località.


Ilustración: Circe y Ulises, 1910, Edmund Dulac

2 comentarios:

  1. Maese WILCOCK!!! y las versiones impecables. Qué notable el primer poema, sobre todo sus dos últimos versos. Gracias, Auli

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